SULLE TRACCE DELLE ORIGINI…

Fine anni ’80, in Rocca d’Evandro (contrada Mortola) in località “Porto”, viene alla luce un antico “quartiere produttivo romanosulla riva sinistra del fiume Garigliano, risalente tra il I° sec. a.C. e gli inizi del I° sec. d.C. Il sito è posto al termine della valle del Liri, dove il Garigliano attraversa lo stretto passaggio compreso tra le propaggini orientali dei Monti Aurunci a ovest e  le pendici occidentali del vulcano di Roccamonfina a est, poco a nord delle terme di Suio, delimitato a est dalla S.S.  n.430 ed  a ovest dall’ansa del fiume Garigliano.

Grappolo di Bariletta

Il quartiere produttivo rinvenuto, gestito da una sola Gens, i Luccei, era organizzato per la produzione di anfore vinarie, infatti sono venute alla luce ben n.4 fornaci e innumerevoli frammenti di anfore su alcune delle quali impressi dei bolli. La privilegiata posizione geografica scelta, rendeva disponibili in loco le materie prime necessarie al ciclo di lavorazione della ceramica: acqua, argilla, degrassanti e combustibile(legname-carbone). Inoltre la vicinanza del fiume in aggiunta o in collegamento con la rete stradale di cui si sono rinvenuti gli antichi tratti lastricati, facilitava il trasporto via acqua del vino che, giungendo nel quartiere artigianale dall’interno della regione, poteva essere qui travasato nelle anfore fabbricate in loco e infine imbarcato in direzione della costa, verso il porto di Minturnae. La posizione di questo quartiere produttivo è di notevole interesse: lungo la grande via d’acqua, che doveva essere navigabile per buona parte del suo corso,  servito via terra da una strada ben lastricata  e circondato da rilievi che dovevano produrre abbondanti quantità di vino.

Rif.Tratto dagli studi effettuati dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli e Caserta

Grappolo spargolo e in parte appassito di Bariletta

Il Bariletta, è proprio uno degli antichissimi e nobili vini che i Romani imbottigliavano in anfore vinarie, costruite nel quartiere produttivo in questione. Fa parte della famiglia delle uve “primitivo”, di precoce maturazione, con indole all’appassimento favorito dalla temperatura ancora dolce del mese di settembre. Aspetto questo di basilare importanza per ottenere vini di buona consistenza alcolica che consentiva, in quei tempi remoti, di poter meglio conservare i vini, non avendo le attuali conoscenze e tecnologie enologiche. Ovviamente le peculiarità del Bariletta sono molteplici e noi come Cantine Telaro ci siamo adoperati a selezionare i ceppi sopravvissuti nell’agro di Rocca d’Evandro  facendo rinascere l’antico vino.

En.Pasquale Telaro