Il Novello

Oggi parla l’ agronomo

Il novello è il primo vino che dopo la vendemmia viene immesso sul mercato, da non confondere con il vino nuovo che, dopo la fermentazione,  ha bisogno di alcuni mesi di affinamento (in particolare il rosso) prima di poter essere consumato. Diciamo subito che il novello è un vino rosso e in genere i vini rossi per la peculiare fermentazione con le bucce, da dove estraggono colore ma anche tante altre sostanze tra cui i tannini e gli acidi, sono inizialmente ruvidi al palato. Allora  perché il novello nonostante sia un rosso lo si potrà consumare a distanza di poco più di un mese dalla vendemmia? Merito della particolare fermentazione che subisce l’uva, detta intracellulare o macerazione carbonica. Le uve integre vengono adagiate  in apposita botte detta fermentino, con cura per non danneggiare gli acini (l’opposto della tradizionale pigiatura) e a fermentino pieno si immette all’interno anidride carbonica. Questo processo fa si che si inneschi la fermentazione in ogni singolo acino di uva alla fine della quale premuti non daranno il dolce mosto ma direttamente il vino fermentato. Il vino ricavato sarà molto morbido al palato, scarsamente tannico, acidità gradevole ricordando la freschezza delle uve in fermentazione e i frutti rossi quali la ciliegia e l’amarena.

Cenni storici : Il primo novello (Beaujolais nouveau) è stato realizzato in Francia, nella regione del Beaujolais, allo scopo economico di poter immettere prematuramente sul mercato un vino rosso.